Viviamo in un mondo stravagante. Mai come ai nostri giorni, si è parlato di qualità totale, di prodotti biologici, di natura viva. Purtroppo però, avvenimenti gravissimi nel campo dell'alimentazione, dalla mistificazione dei prodotti, alla pubblicità ingannevole, dalla mucca pazza ai pesci all'antibiotico, sono fenomeni attuali e tristemente in continua espansione. Cosa dire, per non cadere nella retorica ?

Per quanto ci riguarda, la scelta di produrre in proprio, i prodotti della terra, che elaborati diventano i nostri piatti tipici, è antica. Tutto è avvenuto in modo semplice. Nei tempi lontani, qui, in montagna, le donne pensavano alla cucina, e gli uomini alla "terra". Tutto sommato non è stato un errore, anzi. La dura fatica di entrambi, oggi ci privilegia nei confronti di chi è costretto a comprare prodotti di cui non conosce nulla. Né la provenienza, né la sostanza. Non voglio farvi credere che quel che produciamo sia il meglio in circolazione, ma è palese che destinando l'intera produzione alla nostra cucina, non ci interessa la grande quantità, piuttosto cerchiamo di ottenere, uno standard qualitativo elevato. Tutto questo è ampiamente dimostrabile.

Per cucina tipica intendiamo la trasformazione di tutti quegli elementi, facilmente reperibili in vallata, o che lo erano cent'anni orsono. Cervo, Daino, Camoscio, Cinghiale, Capriolo, Lepre, Pernice, Fagiano, rappresentano le carni, da sempre presenti nei nostri menù. Gamberi di fiume, rane, trote fario, ancora oggi abitano qui. Le zuppe ( i famosi zémin ) di ceci, di fagioli di Badalucco, di lenticchie, le mesciue ( mescolanza di legumi ), i minestroni al pesto, le trippe in umido, costituivano la prima colazione mattutina per chi si recava "ai campi", e tornava solo a notte. I funghi, le castagne, le noci, i frutti di bosco erano un Dono di Dio. L'olio extravergine d'oliva, un elisir tanto prezioso, che in tempo di guerra, versarne anche solo un poco era fonte di inesauribili discussioni ( da qui, il detto che versar l'olio porta male ) . In buona sostanza, pur se diplomati alla scuola alberghiera, abbiamo scelto di continuare nella tradizione di famiglia, piuttosto che convertirci alla
" Nouvelle Cuisine ", perché crediamo fermamente in quel che facciamo. Forse è stato più semplice così, o forse no, ma la sensazione più bella è riconoscere nella Vostra soddisfazione, il raggiungimento dei nostri obbiettivi.